Citroën DS3 itinerario all’Oasi Zegna
Questo
nuovo itinerario ci porta in Piemonte. Siamo nella
provincia di Biella e andremo alla scoperta dell’Oasi
Zegna percorrendo la Panoramica Zegna, la strada che
attraversa le Prealpi Biellesi. Il nostro itinerario
parte da Trivero (10:00:42), una delle piccole capitali
italiane dell’industria tessile italiana.
Ed è da qui che grazie all’industriale e mecenate
Ermenegildo Zegna venne realizzata una strada di oltre
60 chilometri che passando per il Santuario di Oropa
raggiunse i borghi di Ivrea. Erano gli anni ’30 e, la
Panoramica Zegna (10:01:41), aveva anche lo scopo di
dare linfa alla fascia prealpina, caratterizzata da una
economia dedita all’agricoltura e alla pastorizia.
Naturamente con la cultura dei nostri giorni la strada
panoramica ci permette di poter immergerci e toccare con
mano un vero polmone verde, costituito da oltre mezzo
milione di alberi e ancora ortensie e rododendri. E a
questo proposito nella tarda primavera merita una visita
la “conca dei rododendri” di Trivero (10:01:27), un
grande giardino naturale percorribile grazie ad un
sentiero gradinato. Rispetto alla strada panoramica
molto più lunga, l’Oasi Zegna si snoda per 26
chilometri. Parte da Trivero, a quota 800 metri, per
raggiungere a Bielmonte il punto più alto con i suoi
1.517 metri e ridiscendere agli 850 metri dell’abitato
di Rosazza. Già dopo pochi chilometri la strada ci
permette di poter ammirare panorami a perdita d’occhio
(10:01:44). Si possono scorgere i boschi incontaminati
della Valsessera o la grande pianura con Ivrea e tutti i
comuni attorno. Dall’altro versante, dove abbiamo
immortalato la nostra DS3 in alcune riprese, si possono
scorgere e quasi toccare con mano, le Alpi. La
maestosità del Monte Rosa e l’elegante piramide del
Corno Bianco (10:02:21) sembrano custodire queste valli
che solo in questi ultimi anni riescono ad attirare un
discreto numero di turisti, grazie anche agli impianti
di risalita di Bielmonte, per la pratica degli sport
invernali. L’Oasi Zegna oltre alla ricchezza naturale
offre ai visitatori storia e cultura con le sue vecchie
fabbriche o i musei naturali senza dimenticare gli
innumerevoli sentieri, percorribili a piedi, in
mountain-bike o a cavallo, con tanto di tavole in legno
che ci informano sulle principali presenze geologiche,
faunistiche e floristiche. Il nostro itinerario termina
nell’abitato di Rosazza (10:02:44), comune che nel
passato si è distinto per gli abitanti specializzati nel
settore dell’edilizia. Ciò ha portato ad una lunga e
costante migrazione tanto che dai 6.500 abitanti alla
fine dell’800 si è passati a poco più di un centinaio
dei giorni nostri.