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Abruzzo, specchio di una penisola

Per quanto piccola l’Abruzzo è una regione che si propone come efficace sintesi della nostra  penisola. Si affaccia al mare, al quale chiede l’ospitalità per il turismo e dal quale trae la gioia del pesce, si adagia sulle montagne ad altitudini alpine, tanto da custodire il ghiacciaio più meridionale d’Europa, ha spaziose pianure sulle quali ha fatto sorgere le laboriose città moderne, e dolci colline, contrappuntate da antichi borghi contornati da pievi e castelli che rappresentano la tangibile testimonianza di un glorioso e nobile passato, che il vistatore non si stanca mai di andare a scoprire. E se tutto questo non bastasse si provi ad avvicinarsi alla sua straordinaria enogastronomia: se ne rimarrà catturati per la vastita e la singolarità dei piatti e delle bevande. Infine c’è la sua gente, abituata alla fatica e al sorriso, accogliente e onesta, tanto che i prezzi di molti luoghi di ristoro e di sosta, soprattutto nell’entroterra, si adattano perfettamente al livello dei servizi garantiti ad una clientela sempre più internazionale.Ognuna delle quattro province propone qualcosa di sorprendente a cominciare da L’Aquila, la storia in cartolina, profondamente lacerata dal terremoto dello scorso sei aprile. Sta nascendo la città nuova, ma quella dei monumenti difficilmente potrà essere gustata appieno prima di diversi anni. Poi c’è Pescara, la “capitale” degli affari, degli scambi, delle iniziative che guardano al futuro. È qui che si è svolto  B2B Abruzzo, con la Camera di Commercio - insieme agli altri enti territoriali -impegnata a progettare, con tenacia tipicamente abruzzese, la ripresa e lo slancio di cui ha bisogno l’economia di tutta l’area. E mentre si discute sul da fare, conviene mettersi a tavola perché quel che viene servito concilia con l’ottimismo nella vita. Merito, probabilmene, delle specialità ittiche combinate con i frutti della terra raccolti dalla costa sino ai crinali, dai quali spuntano ora il Corno Grande del Gran Sasso ora i robusti dossi della Maiella. Anche Teramo è in grado di offrire tante meraviglie, soprattutto con quei paesini dell’hinterland che sembrano catturati dalle scene di un film, con scorci panoramici, centri abitati in cui il tempo sembra essersi fermato, in una cornice naturale che invita alla pace e al ristoro. Basti pensare al castello di Selvicoli trasformato dalla famiglia Masciarelli in una straordinaria enoteca dove si gustano piatti tipici, si assapora il folklore e si annegano le ambascie in un vino inebriante. Oppure spostarsi sull’altopiano delle Rocche per scoprire gli impianti del Parco Sirente Velino e le curiosità di un “Albego Diffuso”, dove le stanze, dotate di tutti i comfort, sono ricavate in ambienti secolari sapientemente riattati e soprattutto non raccolti in unico edificio ma sparsi in vari angoli del paese. E magari fare una sosta gastronomica alla Locanda dei Priori di Celano. Indispensabile anche una puntata sul mare. Accanto agli alberghi, affacciati su spiagge di sabbia piene di conchiglie e rocce, bisogna visitare i “trabocchi”. Sono strutture in legno pensili sull’acqua, tramandate da una generazione all’altra, dalle quali pendono ampie reti che vengono calate per catturare il pesce fresco che può essere gustato nel suo sapore integrale. Magari sostando da Zi Nicola, a Vasto (dove si passa dall’area marina a quella panoramica del borgo collinare), che vi racconta in dialetto come nasce il suo brodetto miracoloso a base di gambero, cicala di mare, calamaro, seppia, palombo, razza, tracina, scorfano, gallinella di mare, rana pescatrice, merluzzo, triglia, cozze e vongole. Il tutto annegato in Pecorino (occhio che non è un formaggio ma un vino), Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo. Senza trascurare la Pescara vecchia, città di D’Annunzio (c’è la casa natale) e Flaiano, con la cattedrale di San Cetteo e il ricchissimo Museo delle genti D’Abruzzo, una puntata alla città medievale di Sant’Angelo, ad Atri per ammirare la cattedrale dell’Assunta che custodisce un capolavoro pittorico rinascimentale. Nell’itinerario ideale non può mancare nemmeno l’ascesa a Silvi Alta ed a Rigopiano, dove c’è una struttura alberghiera d’eccellenza con il centro benessere affacciato al bosco, ai piedi delle pendici montane, la sosta a Castelli con la spettacolare scenografia delle pareti scoscese e l’intima ricerca delle lavorazioni ceramiche nelle botteghe del paese. 

Panarda delizia per il palato

Raggiungere l’Abruzzo lungo la costa adriatica è facile e comodo, in treno come in autostrada. Far capo a Pescara è la soluzione più agevole. L’entroterra è servito da una ragnatela di strade che, in prossimità delle montagne, d’inverno richiedono adeguate attrezzature se si viaggia con mezzi propri. L’ospitalità alberghiera lungo la costa è ricchissima e per ogni portafogli. Per chi, oltre al mare, vuol gustare un magnifico panorama sul litorale e nel silenzio di un oliveto ma con ogni comodità a portata di mano (compreso piscina e wellness) è senz’altro perfetto lo Sporting Villamaria di Francavilla. Per la ristorazione vanno anche ricordati Villa Dragonetti de Torres a Paganica che garantisce specialità aquilane, la Locanda dei Priori di Celano con altre curiosità gastronomiche locali e, per il pesce, i ristoranti sul porto di Pescara. Per i prodotti della terra c’è poi la Cantina di Jozz in Pescara Vecchia. Nel Gardino dei Principi di Città Sant’Angelo propongono invece - e dal 2010 ci saranno altri ristoranti in grado di offrirla - la Panarda. E’ una pantagruelica sosta gastronomica (circa 6 ore) durante la quale vengono servite 60 (sì, sessanta) portate. I costi variano a seconda che si pranzi in un locale normale o in un castello e si viaggia intorno ai 180 euro. Almeno una volta nella vita si può provare. Ma un pò ovunque, nell’aquilano come nei territori di Chieti, Teramo e Pescara, non c’è davvero da soffrire per i piatti gustosi e i vini che vengono serviti in tavola. Dall’Hotel du Parc di Silvi Alta, all’azienda olearia Ursini accanto all’abbazia di San Giovanni in Venere, ma anche ad Atri, Farindola e Castelli, ci sono le primizie di questa terra sì aspra ma tanto generosa con chi l’ama.Visitare l’Abruzzo è davvero un piacere e, dopo un primo approccio, si pensa subito al bis.

 

 
  25/02/2010