Piemonte. Valli di Lanzo un'emozione che dura
tutto l'inverno
Vacanza “bianca” in 12 località
del torinese poco conosciute ma ideali per chi cerca il
contatto con la montagna vera e genuina
Splendidi panorami, natura incontaminata ed un mondo di
sport, per una vacanza al tempo stesso sportiva e
rilassante. Questo è l’importante biglietto da visita delle
Valli di Lanzo, nella montagna torinese, a meno di un’ora
dal capoluogo sabaudo e ad un soffio dall’Aeroporto
internazionale di Caselle. Valli inconsuete, pervase dalla
suggestione di tante piccole stazioni invernali - Usseglio,
Prali, Coazze-Pian Neiretto, Viù-Col del Lys, Balme, Ala di
Stura, Chialamberto, Ceresole Reale, Locana-Alpe Cialma,
Valprato Soana-Piamprato, Alpette e Groscavallo - avvolte da
un fascino senza tempo. Dodici piccoli gioielli testimoni di
una montagna al tempo stesso aspra ed austera, accogliente
ed affascinante, che ha reagito con successo all’attacco di
cemento ed asfalto.
Riecheggiano nell’aria le parole di Friedrich Nietszche,
pronunciate nel 1888 durante il suo soggiorno torinese “La
catena sublime delle Alpi è a portata di mano. In cinquanta
minuti il treno arriva a Lanzo e lì vi è subito l’alata
montagna!”. Il treno a cui fa riferimento il filosofo lo si
deve ai Savoia che ebbero l’intuizione di collegare Torino
alle Alpi con una ferrovia elettrificata, primo esempio in
Europa. Il suo viaggio inaugurale risale al 1869 e da allora
collega, con decine di viaggi giornalieri, il capoluogo
sabaudo alle valli di Lanzo (Val di Viù, Val di Ala e Val
Grande) terminando la sua corsa a Ceres, un piccolo comune
con meno di mille abitanti, a 45 chilometri da Torino. Lungo
il tragitto passa per borghi e paesini da incorniciare, fra
cui Lanzo Torinese dalle origini medievali, con tanti
monumenti storici, fra cui il ponte del Diavolo, costruito
nel 1378 sul fiume Stura, e la Città di Venaria Reale con la
famosa reggia sabauda, datata 1664, recentemente
restaurata, immersa in un contesto ambientale e
architettonico di assoluta bellezza. Meritano una visita
anche i giardini che la circondano e il contiguo parco della
Mandria.
Regine del turismo sostenibile
Val di
Viù, Val d’Ala e Val Grande, tre valli alpine con montagne
che superano i tremila metri, i cui abitanti già da tempo
hanno optato per un turismo “slow”. E le stazioni turistiche
di queste valli primeggiano nel turismo sostenibile, dolce
ed equilibrato. Infatti, passato il momento di notorietà
dei primi de1 ‘900, di cui restano tracce ancora visibili
in ville ed alberghi dell’epoca, sono andate in un
apparente letargo ed hanno detto no ad un turismo di
massa, fatto di mega strutture alberghiere, di superstrade
invasive e di impianti turistici che deturpano
territorio e panorama. Grazie a questa politica si è
riusciti a mantenere un territorio integro come era nei
primi anni del secolo scorso, quando era frequentato dalla
ricca aristocrazia piemontese.
Il
turista che oggi decide di trascorrere una vacanza da queste
parti, e vi consiglio di provare tale esperienza, avverte le
stesse sensazioni di quando si lascia il caos della città
per rifugiarsi in un agriturismo in campagna, alla ricerca
di cose semplici e genuine, che facilitano anche
l’instaurarsi di rapporti sinceri con le persone che si
incontrano.
Ebbene
chi opta per un soggiorno in queste tre valli, qualsiasi sia
la località in cui decide di fermarsi, trova una ospitalità
cordiale, semplice, genuina e, cosa che non guasta, prezzi
modici (intorno ai 30 euro per dormire e 20 per mangiare). I
ristoranti locali non sono coronati da stelle francesi ma
propongono una cucina vivace ed originale, fatta di
prodotti locali, semplici e genuini, a “chilometri zero”
come oggi si è avvezzi dire; poi ogni ristoratore, con
metodi tradizionali, elabora le materie prime e i risultati,
ve lo assicuro, sono sempre soddisfacenti. Capriolo, cervo,
lepre, cinghiale, salame di Turgia (ottenuto con le parti
più pregiate di carne bovina con aggiunta di lardo suino,
noce moscata aglio e altre spezie), funghi, formaggio Toma
di Lanzo, cavolfiore, patate, zucchine, peperoni, frutti di
bosco ed i torcetti di Lanzo (una golosità che prende
l’aspetto di irresistibili “grissini dolci”ottenuti
dall’impasto del pane, passati nello zucchero o nel miele e
cotti nel forno) sono solo una piccola selezione dei 23
prodotti tipici autoctoni, utilizzati dalla ristorazione
locale.
Come si
diceva, sono dodici le piccole stazioni invernali dislocate
nelle Valli di Lanzo dove divertirsi con le racchette da
neve o praticare lo sci da fondo o da discesa o,
semplicemente, concedersi un periodo di relax. A cominciare
da Balme, in Val d’Ala, un suggestivo borgo alpino a 1432
metri di quota, culla dell’alpinismo piemontese e storico
luogo di villeggiatura del secolo scorso. Proprio da qui,
con le racchette da neve ai piedi, si può fare una salutare
camminata per il Sentiero natura “Val Servin” dotato di una
serie di bacheche illustrative che riportano riferimenti
storici e naturalistici.
Sempre
da Balme, in motoslitta, è quasi d’obbligo una emozionante
salita al Pian della Mussa, un altopiano a 1850 metri di
altezza, punto di partenza ideale per la scalata al gruppo
montuoso dell’Uia di Ciamarella (3676 metri) ed dell’Uia
Bessanese (3604 metri).
Ad una
manciata di chilometri da Balme, c’è Ala di Stura, il
maggior centro turistico della valle, con l’affascinante
circuito degli affreschi, molti dei quali del sedicesimo
secolo, che abbelliscono le abitazioni delle frazioni.
Insomma,
quanto basta per garantire una vacanza di piena
soddisfazione in inverno come in ogni altra stagione
dell’anno.
Info:
Turismo Torino e Provincia Tel. 011-535181. Info
:www.turismotorino.org/piccole_stazioni dove sono riportate
interessanti offerte e proposte di soggiorno valide fino
all’11 aprile 2010. Per San Valentino weekend a partire da
80 euro.
Dove
dormire. Antico Albergo Camussot riaperto dopo una
accurata ristrutturazione. Da provare anche la sua raffinata
cucina, elegante e ricca di sapori autentici che conservano
la genuinità dei prodotti locali. Tel 0123-82837; sito:
www.camusot.it.
Dove
mangiare: Rifugio Città di Ciriè al Pian della Mussa,
sito: www.rifugiociriè.it. Hotel ristorante Valli di Lanzo a
Ceres con l’ottima pasticceria, sito:
www.ristorantevallidilanzo.it. Grand Hotel Ala di Stura, un
ottimo trestelle, situato nell’omonima cittadina, che
propone piatti dai sapori unici e raffinati, pasta fresca e
dolci fatti in casa. sito: www.grandhotelaladistura.it.