Trieste,
la città che tanto ha ispirato James Joyce, Umberto Saba e
Italo Svevo, si specchia nel blu del mare all’estremo lembo
dell’Adriatico italiano. “Se piace –scriveva Saba - è come
un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani
troppo grandi per regalare un fiore, come un amore, con
gelosia”. La sua originalità si coglie nel susseguirsi di
vie, piazze e palazzi che conservano quasi integralmente le
testimonianze dell’architettura romana, veneziana e
soprattutto austro-ungarica. Per scoprire gli aspetti
romantici e storici basta visitare i maestosi castelli di
Duino e di Miramare, i suoi musei, tanti e tutti
interessanti. Ad accogliere l’ospite è la maestosa Piazza
Unità d’Italia, una delle più grandi e più belle del mondo,
che si apre sul mare, intelligentemente resa pedonale come
buona parte dei suoi dintorni; circondata da palazzi
imponenti che il visitatore può comodamente ammirare
gustandosi un aperitivo o un caffè in uno dei locali
affacciati sulla piazza autentiche oasi di pace, dove è
possibile “ciacolare” in tutta tranquillità. Chi poi ha
voglia di uno spuntino davvero gustoso e nel segno della
tradizione,può andare da Pepi, buffet dal 1897, in via
Canova, dove si mangiano il celebre prosciutto cotto (lo
cuociono loro), piedini e altre parti del suino, salsicce e
via discorrendo. Chi, invece, ha gusti più nobili può fare
il giro dei caffè storici, a partire dal San Marco, carico
di atmosfere d’inizio Novecento, o infilandosi nel Tegesteo
con i suoi decori Liberty, senza dimenticare il Caffè
Torinese e le pasticcerie. Per chi voglia gustarsi più caffè
c’è anche la possibilità di acquistare un carnet di sei
degustazioni a tre euro in tutto, che si chiama “Trieste in
tazzina” ed è valido 48 ore. Non si può lasciare la città
senza avere gustato i tanti prodotti tipici di questa terra.
Sedersi a tavola diventa un vero e proprio viaggio tra
sapori, profumi e colori appartenenti a culture e modi di
vivere diversi, che però qui trovano un equilibrio veramente
unico. Uno dei simboli da scoprire della tavola giuliana,
nato come piatto “povero” ma oggi proposto anche dai
migliori ristoranti, è la jota, un gustosissimo minestrone
di fagioli, patate e crauti. La cucina triestina non può
prescindere dai prodotti del mare: la città è costellata da
innumerevoli ristoranti che propongono pesci e crostacei in
tutte le forme e per tutte le tasche. I dolci, tutti
squisiti, sono per lo più di tradizione austroungarica. Tra
questi il presnitz (dolce di sfoglia e frutta secca), la
putizza (pasta morbida ripiena di frutta secca) e lo
struccolo de pomi, lo strudel alle mele. Tra i vini
primeggiano Terrano, Malvasia e Refosco. Allora se si sta
pensando ad un weekend fuori porta, Trieste è una
destinazione molto interessante.
Info: Agenzia regionale Turismo Friuli Venezia
Giulia, www.turismo.fvg.it.
Stampa questa pagina