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Reportage Salento d'inverno una terra d'amare

Un itinerario turistico che parte dalla grande focara di Novoli accesa il 16 gennaio per festeggiare il patrono Sant'Antonio Abate per fare tappa nelle più belle città del Salento, scoprendone il volto più autentico

di Luigi Vinceti

In quasi tutto il mondo, quando si avvicina il Natale, milioni di famiglie costruiscono il presepe all’interno delle proprie case. Nelle terre del Salento sono invece le case che diventano un presepe.

Un piccolo miracolo, spontaneo, istintivo, naturale. Innanzi tutto perché qui, nel tacco dello stivale, paesaggio e ambiente sono molto simili alla terra in cui è nato Gesù. Si possono vedere campi e colline delineati da verdi distese di vigneti e di olivi mentre la terra, scura e quasi rossa, richiama il deserto israeliano. E c’è infine lo splendore della pietra leccese che accende di luce le strade, i vicoli, le facciate delle chiese e le coperture a terrazzo delle abitazioni arroccate accanto ad antichi castelli o a storici conventi. Sembra quasi uno scorcio di Palestina.

Diventa dunque facile, con qualche piccolo ritocco, aprire nel centro storico di queste graziose cittadine  botteghe da arrotino o calzolaio, laboratori per produrre pane e latticini, attrezzare piazzette e slarghi trasformandoli in luoghi di lavoro con il somaro che macina il grano, il maniscalco che batte ritmicamente il ferro, le donne che cuciono o tessono al telaio, lavano i panni, cardano la lana. Tante scene che si distendono lungo la via sino alla dimora di Erode e soprattutto alla grotta della Natività. E’ una emozione continua. Che bello soffermarsi a guardare la struttura delle case, le architetture dei loggiati e dei balconi, infilarsi nelle viuzze con il selciato bianco. Un’unica cornice dentro la quale tutto appare proprio come oltre duemila anni fa. Uno spettacolo che si ripete e nel quale cambiano solo gli attori passando da Specchia ad Oria, da Ortelle a Castro, Vignacastrisi, Alliste, Novoli. Tanti borghi accomunati dall’essere riconosciuti fra i più belli d’Italia.

E’ in questo contesto che si muovono i personaggi di Betlemme: vivi, veri, uomini, donne, ragazzi. La mobilitazione è generale. Anche nei paesi più piccoli dove risiedono poco più di un migliaio di abitanti, la partecipazione è corale; tutti, esclusi i più anziani e i più piccini, indossano abiti da lavoro, indumenti che l’iconografia dell’epoca ci ha tramandato. I presepi del Salento sono diventati un’attrazione che, in pieno inverno, richiama folle di turisti.

Ogni anno l’impegno cresce. Gli operatori locali hanno scoperto che per visitare questo angolo di terra si muovono da tutta Europa approfittando anche del fatto che il clima è solitamente mite e il vento accarezza con il profumo dei due mari che a pochi chilometri l’uno dall’altro regalano un unico abbraccio.

Nelle giornate limpide sembra di toccare con mano le montagne dell’Albania. Altro elemento di indubbio pregio sono i piaceri delle tavola: infiniti. Le cose buone che vengono messe nel piatto sono tali che è difficile resistere. C’è solo l’imbarazzo delle scelta fra carne e pesce, frutta e verdura, pasta e dolciumi, oli di pregio, formaggi. Il tutto innaffiato da vini di alta qualità come Negroamaro, Primitivo, Malvasia che riflettono i colori della terra rossa, il profumo della macchia mediterranea e il calore del sole del Salento. E infine, quel che più conta, c’è il sorriso della gente, la calda ospitalità degli abitanti, un’accoglienza che diventa quasi un abbraccio.

Con molta lungimiranza un gruppo di operatori si è coalizzato in Leaving Specchia creando un cosiddetto “albergo diffuso” che garantisce forme di ospitalità di ottimo livello in tutte le località, locazioni (splendidi B&B) che si possono scegliere anche in ragione del numero di componenti le comitive di famigliari o amici che partecipano alla vacanza. Sono sempre poche stanze, un paio di appartamenti o poco di più per non creare confusione e garantire serena tranquillità ai visitatori. Un elenco che viene riportato in calce a queste note.

Anche a noi è capitato di perlustrare il territorio e sperimentare le attrezzature alberghiere disponibili con un gruppo di addetti ai lavori fra i quali anche una specialista di cicloturismo e trekking che sta programmando spedizioni salentine (www.simonettabiketours.it). Tutto ciò poco prima del lancio di "Salento d'amare" il social network che si occuperà di attivare, a favore del marchio d'area, una serie di prodotti e di servizi.

Per dare conto delle sensazioni assaporate proviamo a ripercorrere, sia pur per brevi cenni, l’intenso itinerario sperimentato in quattro giorni di permanenza (suggeriamo, per una esperienza più completa, di sostare almeno una settimana) nei giorni di vigilia delle feste di fine 2011.

Il primo approdo è stato Specchia, un gioiello, accolti dalla signora Assuntina al Borgosolare di via Dei Mille. Inebriante il contatto con i vini di Castel di Salve e con la cucina locale alla trattoria da Coppuledda. Il tutto a due passi dalla piazza centrale dov’era già in allestimento un grande braciere destinato ad incendiarsi la vigilia di Natale. Addirittura gigantesca la focara propiziatoria analizzata il giorno successivo (un enorme contenitore con 80.000 fascine formate da tralci di vite raccolti in un paio di mesi da centinaia di volontari e accatastate in una gigantesca pira alta fino a 22 metri) in quel di Novoli, che vanta fra l’altro la tradizione dei ricami, a pochi chilometri dalla città di Lecce. Il falò verrà acceso, in onore di Sant’Antonio Abate, il 16 gennaio 2012. E’ una festa che meriterebbe di essere vissuta in diretta. Anche qui l’imbarazzo dei sapori da gustare prima di raggiungere la bellissima Oria, un borgo cretese e messapico di cui si hanno testimonianze di oltre tremila anni. Nella zona fortificata, oltre ad un castello svevo, c’è una cattedrale barocca che ospita i corpi mummificati degli antichi appartenenti alla Confraternita della morte. Ad Oria, l’otto dicembre, si  svolge sempre una partecipatissima processione dedicata all’Immacolata con la tipica pittulata in piazza mentre i Vigili del fuoco elevano una corona davanti alla statua della Madonna.

Giusto il tempo di riprendere fiato ed ecco il tuffo nei sapori ed aromi di Ortelle, con degustazione di ortaggi, verdurine selvatiche e carne tipica. Non a caso qui viene allevato un maialino “biologico” a denominazione specifica (Or.Vi) attentamente nutrito nel modo più salutare possibile.  Sosta rigenerante prima di trasferirsi a Vignacastrisi dove c’è un altro centro storico che offre una ambientazione ideale al presepe vivente, in analogia con la vicina Castro, il cui borgo medioevale consente un tuffo nel passato. E’ Alliste la destinazione del terzo giorno dove il “presepe bianco” (anche questo vivente) è collocato fuori dall’abitato,  disteso su di una collina che si affianca al mare. A Borgo Cardigliano si va invece a sperimentare, aiutati delle massaie, la lavorazione delle "orecchiette" che poi finiranno nei piatti.

Una portata che farà il paio con la tipica pizzica salentina. Prima di concludere con una puntata a Galatone dove sono specializzati nell’Infiorata, policrome raffigurazione composte da milioni di petali di rose e di altri fiori che delineano eleganti forme e figure.

Ad intrecciare i vari spostamenti - coordinati con maestria da Carmen Mancarella – tante altre curiosità. Come le soste nelle masserie e nelle pajare, curiose costruzioni antiche recentemente ammodernate  (una specie di trulli decapitati dove il passato dialoga con l’attualità), che costituiscono luoghi di possibile permanenza insieme ad accoglienti agriturismi e piacevoli ristoranti (da segnalare fra gli altri la Corte degli aranci, Lu Campu, Il Castello di Momo, la Vecchia Oria, il Mangia a nterra e stusciate subbra), B&B (come Karina, Grassano, Vento Solare, Pittoresco) dove si può pernottare a 30 euro o poco di più compresa la prima colazione. Ma conviene prenotarsi per tempo perché con questi prezzi e con le festività di fine anno si può rischiare di trovare il tutto esaurito: là dove si vive comodamente e si mangiano ghiottonerie il passa parola funziona a meraviglia. 

Durante le perlustrazioni è facile anche approdare ai frantoi ipogei, luoghi sotterranei nei quali un tempo avveniva la lavorazione delle olive e la loro trasformazione in succoso olio. Oggi ci sono ambientazioni più comode e funzionali e quei vecchi laboratori sono diventati una curiosità.

Per il Salento il turismo è dunque sempre più occasione di lavoro, di occupazione per i giovani, garanzia di sopravvivenza in una terra che un tempo era vittima dell’emigrazione e che ora è invece motivo di richiamo . Merito delle ricchezze culturali, ambientali, storiche e architettoniche che possiede ma anche dell’ingegno della sua gente che sa mettersi in gioco e promuovere, oltre all’imprenditoria agricola, quella, più generosa, dell’ospitalità.

Appuntamento a Novoli tra il 16 e 18 gennaio 2012

La fede, l’arte, la passione. Racchiude in sé tutto questo la grande Focara di Novoli, che alta 25 metri con un diametro di 20, viene costruita con i tralci di vite e viene accesa il 16 gennaio di ogni anno per festeggiare Sant’Antonio Abate, il protettore di Novoli, paese che si trova ad appena 15 chilometri a Nord di Lecce.

E’ il più grande falò del bacino mediterraneo, “un fuoco che aggrega  e che unisce, il fuoco buono di Puglia”, dice il sindaco di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno, presidente della neo costituita Fondazione Focara di Novoli (www.fondazionefocaradinovoli.com), un amministratore che ha saputo promuovere il valore della grande festa religiosa facendola diventare un appuntamento di livello nazionale.

E l’edizione 2012 sarà ricca di importanti novità. Iscritta tra i Beni Immateriali della Regione Puglia e candidata a divenire Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco, la grande festa di Novoli ha aggregato intorno al fuoco prestigiose firme dell’universo artistico internazionale.

 E’ Mimmo Paladino, a firmare infatti il manifesto d’autore per la focara e 80 serigrafie d’autore. Antonio Romano, il designer che ha ideato tra i tanti la farfalla della Rai e il quadrato della Cgil, ha creato il marchio della Fondazione Focara di Novoli, operativa da quest’anno, mentre a grandi fotografi come Uliano Lucas e Mario Cresci è stato affidato il compito di ritrarre le emozioni e gli istanti più belli di questa grande festa. In particolare Uliano Lucas è stato premiato l’anno scorso come  miglior fotografo e quest’anno, nell’edizione 2012, si potrà vedere la mostra di fotografie realizzate da lui un anno fa intorno al Fuoco. Quest’anno invece sarà premiato Mario Cresci, di cui potremo vedere la mostra fotografica il prossimo anno.

Mimmo Paladino ha dato il suo imprimatur anche alla grande focara, dove si incontrano l’arte contadina con l’arte contemporanea. Sei cavalli, realizzati a grandezza naturale in cartapesta dalla cartapestaia leccese, Carmen Rampino, campeggeranno sulla grande focara, testimoniando l’amore che Sant’Antonio aveva per gli animali. Infatti nel pomeriggio del 16 gennaio a Novoli avviene la tradizionale benedizione degli animali.

La notte poi, intorno al fuoco, che continua ad ardere per giorni e giorni si potrà ballare al ritmo della musica di Roy Paci e dell’Orchestra del fuoco al suo esordio. Concerti in piazza fino al 18 gennaio, ultimo giorno della festa.

La focara di Novoli è strettamente legata alla cultura e alle tradizioni del territorio. Infatti viene costruita con una tecnica che si tramanda di padre in figlio e utilizzando i tralci della vite di cui è ricco Novoli e tutto il territorio circostante. Siamo infatti nel Parco del Negroamaro, contrassegnato dalla produzione di ben tre vini doc: il Salice Salentino, (di cui Novoli fa parte), lo Squinzano e il Leverano, grandi vini nati dall’abbraccio tra negroamaro e malvasia nera di Lecce. Non a caso contemporaneamente alla festa religiosa si svolge la rassegna delle cantine del Parco del Negroamaro, cui partecipano anche i Primitivi di Manduria.

La nostra focara”, dice il presidente della Fondazione  e sindaco di Novoli, Oscar Marzo Vetrugno, “è il simbolo dell’accoglienza e dell’unione perché chiama ormai a raccolta genti da tutte le parti d’Italia. Affidandoci a grandi artisti come Mimmo Paladino abbiamo voluto far dialogare l’arte contadina con l’arte contemporanea”.

In pochi anni la festa è diventata un polo d’attrazione per il turismo invernale. E’ considerata infatti la versione invernale della Notte della Taranta, che ogni anno attrae a fine agosto, 100mila presenze in una sola notte. Uno studio condotto dall’Università Bocconi di Milano e finanziato con il Bando regionale Principi attivi della Regione Puglia ha messo in evidenza come la Festa sia stata in grado di rilanciare le attività legate al turismo. I bed and breakfast di Novoli registrano in quei giorni il tutto esaurito, le trattorie tipiche sono al completo, mentre i turisti prenotano anche negli alberghi di Lecce, pur di essere presenti alla grande cerimonia dell’accensione.

Il giorno più importante è il 16 sin dalle prime ore del mattino, anche se la costruzione della focara è iniziata un mese prima, il giorno dell’Immacolata con carretti tradizionali e trattori coordinati dal professore Guido Pagliara. Il comitato, guidato da Toni Villani, dà luogo alla cerimonia della bardatura. Con una lunga scala di legno i costruttori della focara, formando una vera e propria catena umana, vi depongono in alto l’effigie del Santo, passandosela di mano in mano con devozione. Nel primo pomeriggio avviene la benedizione degli animali, cui il Santo era legato. Così si vedono cagnolini, gatti, ma anche uccellini nelle loro gabbiette e piccoli criceti con i loro padroni. Nella tarda serata, dopo la processione con la Statua del Santo, che attraversa le vie del paese, avviene l’accensione della Focara tra Fuochi d’artificio e luminarie.

Nel Salento, del resto, operano tra le più grandi ditte al mondo specializzate nell’arte dei fuochi d’artificio e delle luminarie, la cui arte si ispira al barocco leccese. Infatti su impalcature di legno intagliato si montano tantissime lampadine colorate che ricordano il barocco delle chiese.

LA FESTA A TAVOLA

Ma la festa è anche a tavola. Vi consigliamo infatti di degustare il piatto tipico che i novolesi sono soliti mangiare in quei giorni, invitando parenti e amici a festeggiare con loro. Si tratta degli gnocculeddhi al sapore di mare: gnocchi di patate conditi con cozze, seppia, polipetti e frutti di mare ai pomodorini. Unici e indimenticabili sono quelli che potrete mangiare nella locanda Mangia an terra e stusciate subbra di Paolo e Antonella, a pochi passi dalla chiesa madre di Novoli (gruppo Facebook Mangia an terra e stusciate subbra).

 

Dove dormire e dove mangiare

Operatori dell’Associazione Living Specchia living.specchia@gmail.com

B&B Specchia

Vento Solare, via Padula, tel. 0833. 53 93 39; www.ventosolare.it

Borgo Solare, via Dei Mille, 2, tel 0833. 53 99 27; www.borgosolare.it;

Serena, via F. Baracca 49; tel. 0833. 53 97 47; www.bbserena.it

Residence Fusaro, case per appartamenti e vacanze, Contrada Mulicchi, tel. 0833. 53 61 45; www.residencefusaro.com

Pajare Grassano, case ed appartamenti per vacanze, contrada Sant’Eufemia sn, tel. 0833. 53 51 61; www.paiaregrassano.com

Residenza De Donno, case ed appartenenti per vacanze, via Madonna del Passo, 98 tel. 331. 37 03 355; www.alsalento.it

Borgo Cardigliano e ristorante, albergo a tre stelle, provinciale Miggiano-Taurisano SS 374; tel. 0833. 53 95 99; www.cardigliano.it

Casa Karina, B&B, via Provinciale per Presicce, tel. 0833. 53 52 51; www.casakarina.it

Piazzetta San Giovanni, B&B, via Umberto I, 28,  tel. 328. 94 96 952; www piazzettasangiovanni.it

Pittoresco, B&B, via Fiume, tel. 0833. 53 54 09; www.bebsalentopittoresco.com

 

Dove mangiare a Specchia

Ristorante pizzeria Corte degli Aranci, via Matteotti, 54, tel. 0833. 53 53 81; www.corte-degliaranci.it;

Trattoria Da Coppuleddha, via Garibaldi 3, tel e fax 0833. 53 54 03; www.dacoppuledda.it

Ristorante pizzeria Al Convento Pinch Pinch – via Santoro, sn, tel. 0833. 53 95 15; www.pinchpinch.it

 

Dove mangiare a Novoli

Trattoria Mangia a nterra e stusciate subbra, via Lecce ang. Via Madaro sn – Novoli, tel. 328. 12 66 043; Gruppo Facebook Mangia a nterra e stusciate subbra;

 

Dove mangiare a Oria:

La Vecchia Oria, via Vico Rotto Milizia 3, tel. 0831. 84 58 80, cell. 360. 44 52 62; email: vecchiaoriasas@pec.it

 

Dove mangiare a Ortelle

Azienda agrituristica Lu Campu, via Vecchia Surano, 73 0 30 Ortelle - Tel. 0836. 95 86 16; 340. 76 44 015  Email: lucampu@alice.it

 

Servizi al turismo - Specchia

Cooperativa Mediterrae – Albergo diffuso e Palazzo Risolo – via Umberto I, tel. 0833.53 92 77; www.mediterrae.net

Vifra Tour – tel. 0833. 53 91 14; www.salentomaresole.com

I.T. Case Vacanze srl – piazza della Libertà, tel. 0833. 53 53 13; www.tuosalento.com

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 22-12-2011 alle 18:52