Qui vivono trentaquattro anime: 17
donne e 17 uomini, due ragazzi, tre anziani sopra gli 80
anni ed una sola bambina
Il comune più a nord d'Italia è Predoi in povincia di
Bolzano, il più a sud Lampedusa e Linosa nell’arcipelago
delle isole Pelage, il più a est Otranto nel leccese e il
più a ovest Bardonecchia, in provincia di Torino. E il più
piccolo è Pedesina in provincia di Sondrio. Ha "strappato"
il titolo di comune con il minor numero di abitanti a
Morterone, in provincia di Lecco, abitato attualmente da 37
persone. L’identikit anagrafico è davvero interessante. Qui
vivono trentaquattro anime: 17 donne e 17 uomini, due
ragazzi, tre anziani sopra gli 80 anni ed una sola bambina.
L’abitato conta oltre 150 case, ma la gran parte appartiene
a professionisti ed imprenditori provenienti da varie città
della Lombardia ed anche dalla vicina Svizzera.
Un piccolo angolo di paradiso ai piedi di Pizzo Rotondo,
nelle Alpi Orobie, incastonato in una valle
straordinariamente bella, la Valgerola, dove sono di casa
paesaggi mozzafiato. Tanti piccoli “presepi” aggrappati ai
ripidi versanti della valle, folte pinete, castagni che si
rincorrono in un soffice e cromatico tappeto di foglie,
prati colorati di un verde brillante reso ancora più
luccicante dalla pioggia che qui è di casa. Per arrivare
bisogna affrontare i ripidi tornanti che da Morbegno,
importante e vivace cittadina della bassa Valtellina,
consentono di raggiungere i 1.032 metri di Pedesina,
passando per gli abitati di Sacco e Rasura. La strada
diventa poi arditissima appena superata la galleria del Pic,
una sorta di grotta aperta che sembra uscita da un film di
Harry Potter.
Appena arrivati si rimane colpiti dall’architettura rurale
ancora intatta. Scendendo verso la parte bassa del paese si
ha modo di ammirare il bell’oratorio settecentesco di San
Rocco. Molto bella è anche la chiesa parrocchiale di S.
Croce e di S. Antonio, di origine quattrocentesca: se ne
sta, quasi sospesa, sul ripido versante del paese di prati e
case. Ha una sola navata con il battistero e due cappelle.
Al suo interno sono conservate alcune tele del Seicento e
Settecento. Si segnala in particolare un’Ultima Cena del
1649, opera del pittore locale Antonio Tarabini.
Nell'oratorio si trova una Madonna con Bambino affrescata
dal Valorsa nel 1542.
In passato Pedesina era rinomata per la tessitura del tipico
tappeto pezzotto e anche per la lavorazione della canapa e
del lino con le quali la gente del posto sapeva realizzare
ricercati tessuti e manufatti. Oggi purtroppo queste
attività sono completamente scomparse e non se ne sono
sviluppate altre. Oggi l’unica risorsa è il Bitto, un ottimo
formaggio, figlio del latte di mucca e di quello di capra,
di colore giallo con buchi radi e a forma di occhio di
pernice. Sono le particolari
proprietà organolettiche delle erbe degli alpeggi (a loro
volta legate al clima della valle ed all’abbondanza delle
precipitazioni di cui gode) a conferire quel gusto
particolarmente pregiato che ha fatto la fortuna di questo
prodotto.