Lo Zen e
l'arte di andare in bicicletta
La vita e altre forature di un nomade a pedali
di
Claude Marthaler
prefazione di Didier Tronchet, autore del
Piccolo trattato di ciclosofia
copertina di Altan
Un nomade in bicicletta, di ritorno dal giro del mondo in 7
anni, svela la sua anima a pedali tra aneddoti, riflessioni
e piccole filosofie quotidiane. Dopo
il successo editoriale europeo de “Il canto delle ruote”
Claude Marthaler torna in sella per raccontare l’arte e la
filosofia dell’andare in bicicletta.
La bicicletta
come pensiero, come energia, come via per la felicità. La
bicicletta come seconda pelle, come contatto immediato con
la terra e la natura. La bicicletta che consente geografie
respirabili, leggerezze inarrivabili, emozioni inenarrabili.
"Claude è uno sciamano in trance, un ciclista felice verso
l'essenziale"
Didier Tronchet
Dopo il giro
del mondo in bici in 7 anni, dopo aver scalato tutte le più
alte vette dell’universo in sella al suo fedele “yak”, dopo
aver assorbito colori, immagini, sensazioni e conosciuto un
patchwork inebriante di persone, dopo avventure, sofferenze,
estasi in cammino, Claude Marthaler racconta la sua anima a
pedali, filosofeggia sull’andare in bicicletta, descrive il
mondo visto dal sellino. La sua è poesia quotidiana,
filosofia, linguaggio dei sogni e dei desideri. È il
racconto di chi vive la bici come una parte di se stesso, un
prolungamento del proprio corpo. Marthaler ci spiega cosa
significa viaggiare a pedali, ma anche semplicemente
pedalare senza una destinazione, con la mente vuota,
lasciandosi riempire dalle immagini e dalle sensazioni.
Descrive la grande ruota del mondo, e cosa si vede
attraverso i suoi raggi. È la sua vita e altre forature.
"Cerco un equilibrio sui copertoni che accarezzano i
contorni della crosta terreste, come un bambino o un cieco.
Un colpo di manubrio, e il mondo si rovescia. Una buca, un
automobilista pazzo e il mondo mi rovescia"
Claude
Marthaler nasce a Ginevra nel 1960. “Segnato” fin da bambino
dalla bicicletta (una cicatrice sul sopracciglio sinistro
ricorda lo scontro con una bici) compirà i suoi primi giri
da adolescente. Dopo una rovinosa caduta con il deltaplano e
sei mesi di ospedale, tutti gli dicono che non potrà più
riprendere a pedalare. E invece Claude rimonta in sella
prima percorrendo l’Europa e poi spingendosi vicino al tetto
del mondo in Himalaya. Dal 1994 parte per un giro del mondo
in bicicletta che lo vedrà rientrare a Ginevra sette anni
più tardi, ormai nomade a pedali, senza più una residenza
fissa, con la sua sola bici come “bene personale”. Da questo
viaggio nasce il libro “Il canto delle ruote” (Ediciclo,
2008), prima pubblicato in Svizzera e poi in Francia e
Germania, un reportage appassionato e denso di avventure che
è diventato un successo editoriale europeo; e il film
documentario “La fin du voyage”, trasmesso in tutto il
territorio elvetico. Parallelamente esce, sempre in
Svizzera, “Dans la roue du monde” un volume fotografico che
ripercorre i suoi sette anni e spiega cosa significa per
Marthaler andare in bicicletta.
“La vita e
altre forature” nasce dai testi pubblicati in quel libro.
Nel 2005 Claude rimonta in sella assieme alla sua compagna
per un altro periplo di tre anni che lo porterà a percorrere
soprattutto i paesi che ama: l’Asia, l’India, il Nepal, il
Tibet, e ancora l’Himalaya e le sue amate montagne. Da
questo secondo importante viaggio nasce “Entre selle et
terre”, pubblicato nel marzo 2009 in Svizzera, libro con il
quale ha girato i principali festival europei di
letteratura e di viaggio.
Lo Zen e
l'arte di andare in bicicletta - La vita e altre forature di
un nomade a pedali
di Claude Marthaler
prefazione di Didier Tronchet, autore del
Piccolo trattato di ciclosofia
copertina di Altan
pag. 144
prezzo 14,50 euro
isbn 978-88-88829--90-6