Delizioso paese medievale arroccato su di un colle al
confine tra Rieti e Terni dove il tempo sembra essersi
fermato
Dalle verdi e selvagge sponde del lago di Piediluco, Labro
spunta sulla sommità di un colle con le sue case bianche di
pietra calcarea. A pochi chilometri da Rieti e al confine
con la verde Umbria, il comune si adagia, con la sua forma a
ventaglio, su un colle che romanticamente si riflette sulla
valle del Fuscello. Alle sue spalle domina la catena del
Terminillo. Ad appena 13 chilometri ci sono le Cascate delle
Marmore. Una strada a curve porta al borgo medievale.
Varcata la Porta Reatina, si accede al centro storico,
vietato alle auto, e subito ci si trova immersi in una pace
e in un silenzio irreali; sembra di trovarsi in un posto
dove il tempo si è fermato. E se non fosse per i cavi della
luce e le antenne Tv, si potrebbe pensare di aver fatto un
vero salto nel medioevo. Stemmi, fregi, ricchi portali ed
eleganti finestre decorano ancora le case, segni visibili di
un fiero passato. La struttura portante del paese, si apre
seguendo il corso del sole, l’abitato degrada dalla sommità
del colle per fasce ben delimitate.
La prima, più antica, è quella del castello e della torre.
Si passa poi alla fascia dei palazzi nobiliari, cui seguono
le case della gente comune. Questa fisionomia, disegnata
dalle esigenze del tempo, è passata indenne attraverso la
storia, per arrivare intatta ai giorni nostri. Passeggiando
per ilo centro si ha quasi l’impressione di sentire ancora
il mormorio, le voci e i suoni delle botteghe degli antichi
mestieri e in uno dei tanti vicoli appare l’ombra fugace di
una dama o di un cavaliere.
L’atmosfera è tale che percorrendo le tortuose stradine ed i
ripidi viottoli a gradoni, ci si rende conto che, a fianco
di città come Roma, Venezia e Firenze, esiste un’Italia
minore nascosta, altrettanto bella, ricca di storia e di
fascino, spesso un pò dimenticata e di colpo ci si accorge
che Labro non è solo geograficamente il cuore dell’Italia ma
è, insieme a tanti borghi fatti di pietra, una sorta di
"paese dell'anima", con i suoi profondi silenzi interrotti
dal canto degli uccelli, dei grilli e delle cicale che
avvolgono gli antichi palazzi, le case di pietra, il
torrione medievale e l'alto campanile della chiesa di Santa
Maria che sembra vegliare sull'intero paese. Ma è "paese
dell’anima" anche perché è territorio vocato alla
spiritualità, pervaso da una forte atmosfera mistica. In
passato rifugio di monaci e di eremiti, in fuga dal mondo.
Un territorio attraversato dalle grandi vie che, nel
Medioevo, conducevano i pellegrini da Santiago de
Compostela, dal settentrione, fino in Terra Santa, a Roma, a
Bari. Ma è "paese dell’anima" anche perché da qui si può
partire per scoprire i santuari francescani e la bellissima
conca reatina che, grazie alla riserva naturale dei laghi
Lungo e Ripasottile, rappresenta una delle attrazioni
turistiche di maggior richiamo della provincia.
Info: www.comunedilabro.it