Il latte elisir di lunga vita
L’importante che dia la massima garanzia
in termini di sicurezza alimentare e rispetti precisi
standard qualitativi
Pensa
globale e mangia (e bevi) locale.
Questo vale anche per il latte, un alimento completo ed
equilibrato. Consigliato da medici, pediatri e
nutrizionisti a tutti, bambini ed adulti. Ricco di
calcio (anzi una delle principali fonti di calcio della
dieta degli occidentali), microelementi e sieroproteine,
che favoriscono il sistema immunitario e l’apparato
muscolare. La sua ricchezza di proteine di elevato
valore biologico, zuccheri, grassi, calcio e alcune
vitamine ne fanno una ottima sorgente nutrizionale che
si completa, ad esempio, con cereali, frutta e verdura.
Un litro di latte crudo intero, contiene mediamente 35
grammi di proteine, 37 di grassi, 45 di zuccheri e 10
grammi di sali minerali. È anche un alimento ad alta
digeribilità. La digestione è favorita dalla diluizione
in acqua o acqua ed orzo o dalla contemporanea
assunzione di cereali e derivati.
Anche il
colesterolo è minimo. Una tazza di latte contiene circa
28 milligrammi di colesterolo, se intero, 18mg se
parzialmente scremato e 5 mg se scremato. Considerando
che per un soggetto sano, si raccomanda un apporto di
colesterolo con gli alimenti non superiore a 300mg al
giorno, si capisce che bere latte, specialmente se
parzialmente scremato o scremato, influenzi di poco
l’apporto di colesterolo.
Non solo.
Due ricerche, una britannica e l’altra australiana,
hanno dimostrato come “la bevanda della salute” ed i
suoi derivati (in special modo lo yogurt) siano un
potenziale elisir di lunga vita. Gli studi hanno messo
in luce che il latte, non solo è un toccasana per la
crescita dei bambini e per ossa a prova di frattura, ma
è anche un preziosissimo alleato della salute. I
ricercatori hanno provato che qualche sorso di latte al
giorno riduce di un quinto il rischio di malattie gravi
fra cui tumore, infarto e ictus. In particolare, il
consumo di almeno 400 milligrammi di calcio al giorno è
associato a una riduzione del rischio di morire per
ictus del 60 per cento.
Molte
delle cose dette valgono anche per lo yogurt, un
alimento dalle origini antiche. Un prodotto all’inizio
circondato dalla fama di panacea, di rimedio per
l’insonnia e la tubercolosi e di ausilio per la
rigenerazione del sangue.
Allora
quando Morandi negli anni ’60 intonava “Fatti mandare
dalla mamma a prendere il latte”, aveva ragioni da
vendere. Anche perché, ciò che si comprava in quei
tempi, nella latteria sotto casa, era sicuramente un
prodotto affidabile e sicuro. Un prodotto a “chilometri
zero”, cioè del territorio, bianco e pastoso che
profumava ancora di latte “appena munto”.
Di questi
tempi purtroppo bisogna stare più attenti. Anche perché
sul mercato se ne trovano numerosissime varietà, per
tutte le esigenze. Il latte fresco di mucca si trova
spesso a fianco di quello di
capra, più
grasso e proteico, dal gusto intenso. Per chi non
tollera il
lattosio è
stato preparato il latte delattosato. Per migliorare
anche la flora batterica intestinale esiste quello
con fermenti,
in pratica un latte pastorizzato cui sono stati aggiunti
fermenti lattici vivi. Infine c’è anche il latte di
soia, forse il più popolare “latte alternativo”, pieno
zeppo di vitamine, minerali e proteine. Poi la
pastorizzazione, obbligatoria per ragioni di igiene
pubblica, ha tolto definitivamnete il piacere del buon
bicchiere di latte appena munto.
Ma c’è di
più. Da qualche giorno la Coca Cola ha lanciato sul
mercato il latte con le bollicine. Il nome prescelto è
Vio, una bevanda “dal sapore delizioso, unico e
rinfrescante….. di una dolcezza travolgente”. La bibita
a base di latte scremato sarà venduta in quattro gusti,
limone, pesca-mango, tropicale e ai frutti di bosco.
Coca Cola garantisce che non sono stati utilizzati aromi
artificiali e una bottiglia di alluminio di Vio apporta
il 15 per cento del calcio necessario ogni giorno, oltre
a vitamina C antiossidante.
Comunque
perché il latte sia veramente un “elisir di lunga vita”,
è indispensabile che sia genuino.
In questi
giorni il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari
e Forestali a difesa delle produzioni nazionali ha
presentato un decreto - “Norme in materia di
etichettatura del latte sterilizzato a lunga
conservazione, del latte UHT, del latte pastorizzato
microfiltrato e del latte pastorizzato ad elevata
temperatura, nonche' dei prodotti lattiero-caseari” –
che introduce pena il divieto di commercializzazione dei
prodotti, da qualunque Paese provengano, sul territorio
italiano, l’obbligo di indicazione del luogo di origine
per il latte sterilizzato a lunga conservazione, il
latte UHT, il latte pastorizzato microfiltrato e il
latte pastorizzato ad elevata temperatura.
Il
decreto, già inoltrato alla Commissione Ue per le
valutazioni di competenza, introduce per la prima volta
l’obbligo del bollino doc, cioè l’indicazione del luogo
di origine dei prodotti stessi. Per cui le confezioni
non in regola, da qualunque paese provengano, non
potranno essere vendute su tutto il territorio
nazionale.
“È
giunto il momento – ha detto il ministro Zaia
nell’illustrare il provvedimento - di dare risposte
concrete sia ai produttori sia ai consumatori. Ai
produttori bisogna assicurare la difesa del loro
prodotto sul mercato ed i consumatori hanno il diritto
di sapere cosa stanno acquistando e consumando”.
Problema importantissimo anche alla luce del fatto che
in Italia la produzione di latte si attesta sui 11,5
mioni di tonnellate. Il fabbisogno è invece di 19,5-20
milioni di tonnellate. In pratica otto milioni di
tonnellate mancano all’appello. Che i produttori della
Penisola non sono in grado di assicurare per una ragione
che il Ministro ha sintetizzato nel paradigma dei costi
di produzione. Costi che in alcuni paesi, a detta del
Ministro, sono molto bassi rispetto a quelli sostenuti
dagli agricoltori italiani.
“Con la
differenza – ha concluso il ministro dell’Agricoltura -
che il latte italiano offre la massima garanzia in
termini di sicurezza alimentare, e rispetta standard
qualitativi a cui gli italiani non sono disposti a
rinunciare”.