Dieta mediterranea, uno
stile di vita sano che si impara anche a scuola
I governi di mezza Europa aderiscono in massa a progetti di
educazione alimentare tra i banchi. Il Portogallo l'unico paese
UE a inserire – ad oggi – l’educazione alimentare tra gli
insegnamenti curricolari.
La
dieta mediterranea arriva nelle scuole di tutta Europa, con
progetti condivisi di educazione alimentare volti alla
promozione del benessere personale, sociale e ambientale. Una
serie di progetti rivolti non soltanto agli alunni e le loro
famiglie, ma anche a tutto il personale scolastico, che
coinvolgano istituzioni sanitarie, enti locali, industria
alimentare, mondo agricolo, della distribuzione, della vendita e
della comunicazione. Queste le indicazioni emerse ad Imperia al
Forum Dieta Mediterranea di Imperia, una importante iniziativa
che si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della
Repubblica. Numerose iniziative sono già attive con successo in
Italia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Portogallo,
unico paese –quest’ultimo- dell’Unione Europea dove l'educazione
al consumo, di cui l'educazione alimentare fa parte, è insegnata
curricolarmente in molte scuole pubbliche.
È improprio in questo caso
parlare di trasmissione alle nuove generazioni dei principi
basilari della Dieta Mediterranea soltanto perché tra i paesi
più attivi figurano due stati che non si affacciano sul Mare
Nostrum, Irlanda e Gran Bretagna. Tuttavia, educare fin da
piccoli a uno stile di vita sano come quello iscritto nel DNA
della dieta mediterranea, è una priorità per tutti. Anche per i
paesi anglosassoni. Perché la dieta mediterranea non è soltanto
una specifica cultura gastronomica, ma è anche sinonimo di
convivialità e di benessere a tavola, accompagnato dalla giusta
dose di attività fisica quotidiana.
Uno stile di vita sano che
dovrebbe essere già trasmesso ai figli dai propri genitori fin
dalla nascita e che dovrebbe proseguire anche sui banchi di
scuola, stimolandoli a scoprire ogni giorno sapori nuovi senza
perdere di vista il principio basilare del consumo degli
alimenti necessari per la crescita e lo sviluppo e combattere
quel fenomeno in via di espansione nei paesi investiti dal
benessere economico che è il sovrappeso e l'obesità infantile, i
cui costi sia monetari che sociali crescono progressivamente. La
vasta scelta di prodotti immessi sul mercato porta infatti a un
aumento di assunzione di prodotti ad alto contenuto lipidico e
zuccherino e a un sempre minore consumo di alimenti “sani” quali
frutta, verdura, cereali e carne perché dotati di minore
“appeal”.
Per avvicinare i ragazzi al
consumo di frutta e verdura in sostituzione di merendine
confezionate e snack grassi, in Italia ed in quasi tutta
l’Europa è stato promosso un progetto ministeriale di
distribuzione gratuita di frutta e verdura nelle scuole,
affiancato da campagne di sensibilizzazione. L'iniziativa è
stata recepita nei vari paesi in modo diverso, con un obiettivo
comune: formare un pacchetto di “best practices” da
condividere per migliorare l'applicazione dei programmi
educativi nei singoli Stati.
Il governo italiano, ad esempio,
nello scorso mese di ottobre ha pubblicato, come risultato del
lavoro del Comitato Scuola e Cibo - percorso formativo
interdisciplinare quinquennale rivolto a studenti, dalla scuola
primaria all'università - le “Linee guida per l’Educazione
alimentare nella scuola italiana”, che ufficializzano
l’introduzione dell’educazione alimentare nei programmi
scolastici e tracciano il quadro di riferimento per il suo
sviluppo.
I dati confermano indirettamente
anche le conclusioni espresse dal tavolo di lavoro sulla
comunicazione, in cui si sottolinea quanto sia radicata e forte
la percezione del concetto di dieta mediterranea nei paesi
affacciati sulla sponda nord del Mare Nostrum e di quanto sia
importante fare una corretta informazione – anche a livello
mediatico, altro contesto in cui i ragazzi in età scolare hanno
un ruolo di primo piano perchè i più facili da influenzare con
spot e cattivi esempi da imitare - sui benefici che l’adozione
di uno stile di vita sano può avere sulla salute e sul
miglioramento dello stato psicofisico di ciascun individuo.