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Slovenia. Caporetto e Tolmino terre dalle acque vive

 

Caporetto quante emozioni, quanti ricordi, molti dei quali drammatici. Legati ai racconti di nonni, all’epoca poco più che bambini, catapultati in un inferno. Ricordi tutti legati alla Grande Guerra, quella del 1915 -18, ed alla omonima battaglia, combattuta nella valle dell’Isonzo. In assoluto la più cruenta della storia. Oggi quelle ferite si sono richiuse. Caporetto si è trasformata in una pittoresca cittadina adagiata nella valle dell’Isonzo, al cospetto di Montenero e Monte Canin, del Matajur e dello Stol, lambita dalle acque limpidissime dell'Isonzo e del Natisone e dei loro numerosi affluenti e cascate. Meta di tantissimi turisti che qui si possono riposare coltivando gli sport preferiti oppure dedicarsi alla pesca. Nei dintorni si praticano anche sport d’avventura, come rafting, kayak, canoa e parapendio o molto più semplicemente tranquille escursioni alpine dove capita di avvicinare cervi e caprioli. 



Hiša Franko, gourmet hotel di prestigio
 


Non mancano nemmeno le oasi del gusto. A Staro Selo (che in epoca italiana si chiamava Sella di Caporetto), in un vecchio edificio rurale oggi sapientemente restaurato, sorge Hiša Franko (tel. 00386-5-3894120; sito:www.hisafranko.com) un ristorante di altissima qualità dove si gustano i sapori del territorio- dalle erbe al pesce, dal formaggio alle verdure - trasformati dalla creatività di una giovane chef, Ana Ros, in piatti leggeri e pieni di sapori, raffinati e ricchi di emozioni. Ma Hiša Franko è anche un hotel in grado di offrire agli ospiti camere di gran pregio. 
Comunque non si può lasciare la suggestiva cittadina slovena senza avere dato un’occhiata da vicino ai luoghi che furono teatro della Grande Guerra. Assolutamente da vedere l’insediamento romano del Gradic, l’ossario italiano, le cascate del torrente Kozjak, la linea difensiva italiana, il ponte di Napoleone ed il Museo, che in 12 sale a forte impatto emotivo, documenta i tristi avvenimenti del fronte dell'Isonzo e riporta i visitatori indietro a quei giorni fatali. Molto cruda la sala nera, quella degli orrori della guerra di fronte ai quali si rimane di pietra. 
Sulla via del ritorno merita una visita anche Tolmino, il centro più importante dell’Alto Isonzo, un luogo soleggiato e dal clima mite, adagiato sulla collina posta alla confluenza dei fiumi Isonzo e Tolminka. Il territorio è ricchissimo di gole tutte all’interno del parco nazionale del Triglav, che si aprono su scenari naturalistici da favola. Da queste parti si produce anche il tolminc, l’unico formaggio a denominazione di origine protetta dell’intera Slovenia. Allora se si sta pensando a qualche giorno di vacanza Caporetto e Tolmino sono la meta ideale.

 

 
 

 
  10/01/2010